Fratelli, ci siamo.

Agosto 10, 2009 di necchi

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«I lager nazisti, come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra quando l’uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce [...] ci sono filosofie e ideologie che esaltano la libertà quale unico principio dell’uomo, in alternativa a Dio, e in tal modo trasformano l’uomo in un dio, che fa dell’arbitrarietà il proprio sistema di comportamento».

Benedetto XVI, 9 agosto, 2009

Anche oggi l’anziano ma iroso Papa [si veda, al proposito, l'eloquente filmatino che ne dimostra tutto l'astio] non ha mancato d’illustrare i principî della sua ideologia faziosa, oscurantista e reazionaria. Lo ha fatto, come sempre, con un discorso senza capo né coda, infarcito di luoghi comuni religiosi inconsistenti e banali. Ma il concetto è stato chiaro: chi pensa con la sua testa, chi rifiuta il Magistero ecclesiastico, non è soltanto fuori dalla Salvezza e dalla Grazia, ma appartiene a quel mondo mostruoso che ha generato i Lager. La libertà di pensare, la libertà di scegliere cosa è buono per noi stessi o per i nostri figli, diventa d’improvviso un tutt’uno con le peggiori nequizie dei peggiori assassini. È davvero buono, questo Pontefice, vuole il nostro Bene, quest’uomo che fa le mossettine, veste scarpine scarlatte e che ce l’ha coi finocchi.

Federico Maria Sardelli (su www.donzauker.it)

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p.s. No, dico, ma il pastore tedesco che da nel proto-nazista a Voltaire, vi sembra cosa da poco? Se non altro è segno che l’apocalisse è vicina. Quistione di giorni, ormai.

L’ultima lacrima

Agosto 3, 2009 di ndb72

* Antonella Ceci, anni 19
* Angela Marino, anni 23
* Leo Luca Marino, anni 24
* Domenica Marino, anni 26
* Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
* Vito Diomede Fresa, anni 62
* Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
* Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
* Carlo Mauri, anni 32
* Luca Mauri, anni 6
* Eckhardt Mader, anni 14
* Margret Rohrs In Mader, anni 39
* Kai Mader, anni 8
* Sonia Burri, anni 7
* Patrizia Messineo, anni 18
* Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
* Manuela Gallon, anni 11
* Natalia Agostini In Gallon, anni 40
* Marina Antonella Trolese, anni 16
* Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
* Roberto De Marchi, anni 21
* Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
* Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
* Vittorio Vaccaro, anni 24
* Velia Carli In Lauro, anni 50
* Salvatore Lauro, anni 57
* Paolo Zecchi, anni 23
* Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
* Catherine Helen Mitchell, anni 22
* John Andrew Kolpinski, anni 22
* Angela Fresu, anni 3
* Maria Fresu, anni 24
* Loredana Molina In Sacrati, anni 44
* Angelica Tarsi, anni 72
* Katia Bertasi, anni 34
* Mirella Fornasari, anni 36
* Euridia Bergianti, anni 49
* Nilla Natali, anni 25
* Franca Dall’olio, anni 20
* Rita Verde, anni 23
* Flavia Casadei, anni 18
* Giuseppe Patruno, anni 18
* Rossella Marceddu, anni 19
* Davide Caprioli, anni 20
* Vito Ales, anni 20
* Iwao Sekiguchi, anni 20
* Brigitte Drouhard, anni 21
* Roberto Procelli, anni 21
* Mauro Alganon, anni 22
* Maria Angela Marangon, anni 22
* Verdiana Bivona, anni 22
* Francesco Gomez Martinez, anni 23
* Mauro Di Vittorio, anni 24
* Sergio Secci, anni 24
* Roberto Gaiola, anni 25
* Angelo Priore, anni 26
* Onofrio Zappala’, anni 27
* Pio Carmine Remollino, anni 31
* Gaetano Roda, anni 31
* Antonino Di Paola, anni 32
* Mirco Castellaro, anni 33
* Nazzareno Basso, anni 33
* Vincenzo Petteni, anni 34
* Salvatore Seminara, anni 34
* Carla Gozzi, anni 36
* Umberto Lugli, anni 38
* Fausto Venturi, anni 38
* Argeo Bonora, anni 42
* Francesco Betti, anni 44
* Mario Sica, anni 44
* Pier Francesco Laurenti, anni 44
* Paolino Bianchi, anni 50
* Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
* Berta Ebner, anni 50
* Vincenzo Lanconelli, anni 51
* Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
* Romeo Ruozi, anni 54
* Amorveno Marzagalli, anni 54
* Antonio Francesco Lascala, anni 56
* Rosina Barbaro In Montani, anni 58
* Irene Breton In Boudouban, anni 61
* Pietro Galassi, anni 66
* Lidia Olla In Cardillo, anni 67
* Maria Idria Avati, anni 80
* Antonio Montanari, anni 86

Fioravanti, condannato all’ergastolo per strage,  è da oggi a tutti gli effetti un uomo libero.
PENA ESTINTA.
Questa è l’Italia che commemora i morti del 2 agosto alla stazione di Bologna.

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ore 10.41
Per l’ex Nar scattato termine liberta’ condizionata
(ANSA) – ROMA, 3 AGO – L’ex terrorista dei Nar Valerio Fioravanti e’ a tutti gli effetti un uomo libero. E’ infatti scattato il termine di liberta’ condizionata. La conseguenza e’ che la sua pena e’ stata dichiarata estinta. A confermare la notizia riportata oggi sul ‘Corriere della Sera’ e’ l’avvocato Michele Leonardi, che ha assistito l’ex terrorista condannato all’ergastolo per la strage della stazione di Bologna e la moglie Francesca Mambro, anche lei condannata per la stessa strage.

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di Loris Mazzetti

“Per non dimenticare” è quello che ogni bolognese, che ogni cittadino, che crede nella  democrazia dovrebbe dire a sé stesso, aggiungendo: “Domenica 2 agosto sarò nel corteo che da piazza Nettuno, passando per via dell’Indipendenza, raggiungerà  piazza Medaglie d’Oro, quella della stazione di Bologna dove ventinove anni fa, alle ore 10,25, persero la vita 85 persone e 200 furono i feriti”. Il nostro paese ha la memoria corta e la politica aiuta gli italiani a dimenticare. Lo si sta facendo su tutto ciò che divide a cominciare dalla Resistenza con i molteplici tentativi di far diventare i fascisti di Salò, che  dopo l’8 settembre ’43 si unirono ai nazisti di Hitler, uguali ai partigiani che invece morirono per liberare l’Italia dagli oppressori.  Lo scorso 25 aprile, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che da ventinove anni non riesce a trovare un po’ del suo tempo per essere a Bologna il 2 agosto insieme all’Associazione dei famigliari delle vittime (basterebbe una festa in meno a villa Certosa o un incontro in meno con una delle tante escort), ha proposto di sostituire la parola Liberazione con libertà, in disprezzo della storia. L’Italia della memoria e dell’orgoglio gli ha risposto, giustamente, con una pernacchia.
Commemorare tutte le vittime del terrorismo e delle stragi va ben oltre al valore del ricordo. Serve ai giovani, a quelli che non erano nati quando accaddero i fatti, che devono sapere che da noi, dal dopo guerra ad oggi, vi sono state 14 stragi, tutte rimaste senza mandanti nonostante che il fine politico sia sempre stato evidente. Quella della menzogna e dell’omertà, come più volte denunciato dal presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime Paolo Bolognesi, è una strada che paga.
Una recente inchiesta tra i giovani bolognesi (studenti universitari e non) ha dimostrato che la maggior parte pensa che a mettere la bomba alla stazione siano state le Brigate rosse. Nel 1990 il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga contestò la dicitura sulla lapide “Vittime del terrorismo fascista”.
Gli innumerevoli processi, dopo anni di indagini, hanno individuato che le responsabilità appartengono a neofascisti, alla loggia massonica P2 e ai Servizi segreti. I nomi: Licio Gelli, il faccendiere Francesco Pazienza, gli ufficiali del SISMI, Musumeci e Belmonte, tutti condannati per depistaggio e tutti liberi. Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (l’unico in carcere perché condannato solo nel 2007), neofascisti dei Nar, sono gli esecutori materiali della strage. Da qualche anno a questa parte esce ciclicamente il tentativo di assolvere i neofascisti dall’essere stati gli esecutori materiali della strage, l’ultimo è avvenuto recentemente quando la magistratura italiana ha per la prima volta interrogato il terrorista Carlos, detto lo Sciacallo, il cui vero nome è Ilich Ramirez Sanchez. Le sue parole: “La strage del 2 agosto non è opera né dei rivoluzionari, né dei fascisti, l’Italia è una semi colonia degli Stati Uniti …”. In sostanza nessun nome, solo parole al vento. Vorrei ricordare a quei giovani che non sanno chi sono i neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (e che, nonostante i complessivi 17 ergastoli, girano tranquillamente liberi per le strade di Roma), alcuni nomi delle loro tante vittime: Roberto Scialabba, Mario Amato, Maurizio Arnesano, Francesco Mangiamelli, Enea Condotto, Antonio Leandri, Luigi Maronese, Marco Pizzari, Francesco Straullu, Ciriaco Di Roma, Alessandro Caravillani. La maggior parte di questi freddati con colpi sparati a bruciapelo.
Lo scorso anno per il governo intervenne il ministro Rotondi disse che in democrazia tutte le opinioni «sono uguali ed hanno gli stessi diritti il democristiano come l’anti, il berlusconiano o l’anti, il comunista o l’anti, ma l’antifascismo non è una opinione, è una ragione costitutiva della nostra democrazia». Dimenticando che il presidente del consiglio è Silvio Berlusconi “fratello” tessera P2 numero 1816, di cui Licio Gelli (condannato per depistaggio nella strage) ha detto a proposito della sua iniziazione: “Avvenne nel 1977, nella sede di via Condotti. C’erano anche Gervasio e il medico Fabrizio Trecca, che erano un po’ i capofila del raggruppamento riservato agli operatori dei mass media. Lo stesso che riuniva tutti i giornalisti iscritti. Finita l’iniziazione gli consegnammo i guanti, il grembiule e una tessera di Apprendista. Sbagliando: perché doveva essere da Maestro. Berlusconi ce la mandò indietro e noi gliela cambiammo, allegando una lettera di scuse”.
Sulla sua iscrizione il premier nel 1990 fu condannato dalla Corte di Appello di Venezia per aver giurato il falso davanti al tribunale di Verona.
Il 2 agosto è il giorno anche delle false promesse da parte dei governi: non è ancora stata pienamente applicata la legge 2006 del 2004 sulle vittime del terrorismo e delle stragi. L’ultima polemica in ordine di tempo, denuncia fatta da Paolo Bolognesi, riguarda le pensioni di invalidità per i feriti: “Fino ad oggi l’Inps non ha applicato la legge. E il governo anziché fargliela applicare ha chiesto un parere al Consiglio di Stato. Il risultato è stato che l’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici ha revocato una sua precedente decisione rendendo provvisorie le pensioni definite d’invalidità all’80% erogate dal 2006”.
Ancora una volta nessun rispetto per le vittime.

Pillola abortiva, il Vaticano: “Reagiremo”

Luglio 31, 2009 di necchi

Tranquilli, non vediamo l’ora.

repubblica romana

(fonte: repubblica.it)

Anche Banca d’Italia e Tremonti su qualcosa sono d’accordo…

Luglio 21, 2009 di necchi

Non tutti conosceranno Zopa Italia SpA (Zone of Possible Agreement, in italiano Zona di Possibile Accordo), il primo sito di social lending in italia, che rappresenta in tutti i sensi una forma di microcredito “lasciando da parte banche e finanziarie”. In altre parole Zopa funziona, o (purtroppo) funzionava da intermediario dei piccoli prestiti tra privati. Chi voleva impiegare cifre più o meno sostanziose dei propri risparmi si poteva iscrivere sul sito e scegliere il tipo di prestito da effettuare (da 10€ a 50.000€), in base al tasso e di conseguenza al rischio (più alto è il tasso maggiore è il rischio della categoria di debitori su cui gli impieghi del singolo prestatore venivano ripartiti); di contro chi necessitava di piccoli prestiti si iscriveva come richiedente previa valutazione (più si è affidabili e meno si paga).

Il meccanismo che si attiva non è solo quello della fredda intermediazione, il messaggio di fondo che si trasmette è quello che il prestito si è sempre fatto, in particolare tra familiari e amici, ed ora poteva essere possibile in Italia anche su internet; inoltre prestatori e richiedenti potevano beneficiare di migliori condizioni, in quanto i margini di guadagno dell’intermediario non devono coprire alti costi di gestioni causati dalle strutture, come filiali e dipendenti sparsi sul territorio (su internet i costi di gestione si riducono molto e con un accordo diretto tra le persone  i prestiti diventano più equi per le parti); infine a Zopa, per il suo ruolo, viene garantita una percentuale da parte dei prestatori, e da parte di chi prende il denaro in prestito in misura variabile a seconda della propria “affidabilità”.

Tutto ciò è stato interrotto.

Il 10 luglio 2009 il magnifico ministro Tremonti dal suo efficientissimo Ministero ha notificato a Zopa il decreto che, su indicazione della paladina Banca d’Italia, l’ha cancellata dall’elenco degli intermediari finanziari. La conseguenza immediata è stata la sospensione della trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi prestatori. La motivazione addotta da Tremo nti è che  Zopa avrebbe fatto raccolta di pubblico risparmio e non semplice intermediazione di pagamenti a causa della giacenza (45 giorni in media) sul Conto Prestatori Zopa (infruttifero) del denaro in attesa di uscire in prestito.

Per dare l’idea dell’attività di Zopa occorre forse illustrare alcuni dati: il fatto che aveva trovato parecchi risparmiatori interessati, in Italia ne ha oltre 42.000 risparmiatori interessati, e 5.000 persone che, in un anno e mezzo, si sono prestate online più di 7,2 milioni di euro. Cifre,insomma,  di tutto rispetto, che hanno permesso a Zopa (italiano)  di attestarsi al terzo posto della classifica europea delle community di social lending, dietro Zopa britannico e i tedeschi di Smava.de.

Cosa ne potrebbe pensare la Corte di Giustizia Europea alla luce dell’esistenza di Zopa.uk la quale non ha mai avuto contestazioni?

Per quale torbo motivo i nostri geniali regolamentatori vogliono rendere zoppa la Zopa italiana, anche solo a livello d’immagine? Sembra banale pensare che il motivo sia farla sparire dal mercato così da fare riappropriare alla “lobby bancaria” delle briciole dei prestatori/richiedenti zopiani, anche se questi erano in rapida crescita… Pare anche stupido pensare ad un “richiamo” per metterla in riga: era proprio necessario farle interrompere l’attività visto che funzionava regolarmente?

Questo fa riflettere su quanto siano collaborativi gli attori principali del nuovo mondo bancario che si sta ridipingendo anche con pennellate di etica, dopo che nei Forum sulla Corporate Social Responsibility (organizzati dai samaritani dell’Associazione Bancaria Italiana), tutti i banchieri e bancari elogiavano il microcredito e ne sostenevano lo sviluppo.

Bah vedremo come andrà a finire, augurandosi che Zopa Italia non finisca qui…

p.s. per maggiori informazioni sulla vicenda trovate a questo link la ricostruzione dell’amministratore di ZOPA, Maurizio Sella

SOLO SEGHE DI MANCINA

Luglio 17, 2009 di necchi

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AOSTA – Benedetto XVI si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Aosta per sottoporsi a delle radiografie. Il Pontefice ha riportato una frattura scomposta al polso destro scivolando nella camera del suo chalet a Les Combes