Archivio per la categoria ‘Politiche’

Las Madres del Amor

Maggio 17, 2008

Dopo la marcia su Roma di Alemmanno, la conquista della camera del camerata Fini e (dell’amico degli amici) del senato di Schifani, dopo l’omicidio neofascista di verona (e aspettando la dipartita di Travaglio)….in Argentina ritornano i Desaparecidos e gli amici dei bulli:

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10967

Esercito Italiano:Il tuo futuro inizia qui…Si ma poi dove finisce?!

Maggio 12, 2008

Ultime dalla cassazione per il Caso Vacca, il caporalmaggiore morto di leucemia linfoblastica di ritorno dalla missione dai Balcani. Una delle prime (tante) vittime dell’uranio impoverito.

ANSA) – ROMA, 5 MAG – Nessun processo ai vertici del Ministero della Difesa per le morti di militari all’estero entrati in contatto con l’uranio impoverito. Lo ha stabilito la Cassazione confermando l’archiviazione della denuncia dei familiari di Salvatore Vacca – militare impegnato in Bosnia e deceduto per un tumore. Il Gip, nel 2005, aveva archiviato il procedimento escludendo che, allo stato delle attuali conoscenze, ci fossero gli estremi per sostenere la responsabilita’ del Ministero

www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_70799932.html

La formazione ufficiale del nuovo governo berlusconi..

Maggio 9, 2008

La lista. Il quarto governo Berlusconi (1994, due governi nella quattordicesima legislatura, oggi) potrà contare su Franco Frattini (Fi) agli Esteri, Roberto Maroni (Lega Nord) all’Interno, Angelino Alfano (Fi) alla Giustizia; Ignazio La Russa (An) alla Difesa; Giulio Tremonti (Fi) all’Economia; Claudio Scajola (Fi) allo Sviluppo economico; Luca Zaia (Lega) alle Politiche agricole, Stefania Prestigiacomo (Fi) all’Ambiente, Altero Matteoli (An) all’Infrastrutture; Maurizio Sacconi (Fi) al Welfare, Maria Stella Gelmini (Fi) alla Pubblica Istruzione, Sandro Bondi (Fi) ai Beni Culturali.

I 9 ministri senza portafoglio. Umberto Bossi (Lega) si occuperà di Riforme; Raffaele Fitto (Fi) dei Rapporti con le Regioni e Elio Vito (Fi), a lungo candidato per via Arenula, a quelli con il Parlamento. Andrea Ronchi (An) andrà alle Politiche europee; Renato Brunetta (Fi) alla Pubblica amministrazione e Innovazione scalzando Lucio Stanca; Roberto Calderoli (Lega) alla Semplificazione; Giorgia Meloni (An) alle Politiche giovanili; Mara Carfagna (Fi) alle Pari Opportunità; Gianfranco Rotondi (Dca), che fino in fondo ha puntato i piedi all’Attuazione del programma.

FASCISTI IN CRAVATTA

Maggio 6, 2008

fonte: Repubblica.it

Per Fini l’omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. E su queste parole scoppia la polemica. Durissima, quella della sinistra radicale. Più morbida nei toni, ma non nella sostanza, quella del leader Pd Walter Veltroni.

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L’italia è una repubblica fondata sul…non mi vieni in mente

Aprile 11, 2008

La domanda che mi faccio è “ Esiste ancora, in Italia, la dignità e la cultura dell’uomo-lavoro?

Vi segnalo un articolo di Paolo Griseri su Repubblica.it

Thyssen: “Buonuscita premio a chi rinuncia alla causa”

TORINO - La scoperta è di venerdì sera quando un lavoratore si è presentato alla riunione dei dipendenti Thyssen che intendono costituirsi parte civile contro l’azienda per il rogo del 6 dicembre: “Io sono d’accordo a presentarmi in tribunale – ha detto ai legali del sindacato – ma ho firmato un verbale che mi impedisce di fare causa”. Ci sono volute poche ore per ricostruire l’accaduto: nel verbale di conciliazione sottoscritto dai dipendenti che concordano la buonuscita con l’azienda è scritto chiaramente che il lavoratore accetta l’incentivo alle dimissioni “a stralcio di ogni e qualsiasi pretesa e/o diritto di ordine sia retributivo, sia normativo sia risarcitorio” e che “rinuncia pertanto” “a risarcimenti per danni presenti e futuri ex articolo… 2043, 2059, 2087… del codice civile”. I tre articoli del codice citati sono quelli del danno ingiusto, del danno morale (che si può chiedere solo in caso di reato commesso dall’azienda) e della messa a repentaglio dell’integrità fisica dei lavoratori. Proprio le ipotesi di reato previste nella richiesta di rinvio a giudizio dei vertici Thyssen, firmata dal procuratore Raffaele Guariniello. In sostanza l’alternativa è secca: o accettare la buonuscita e rinunciare a chiedere giustizia in tribunale o pretendere giustizia perdendo l’incentivo. Gli ultimi lavoratori che hanno firmato la buonuscita hanno ottenuto dalla Thyssen cifre intorno ai 30 mila euro. I sindacati hanno denunciato ieri la vicenda. “Quello della Thyssen è un ulteriore esempio di arroganza” ha detto il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, a Torino per l’assemblea nazionale dei delegati della sicurezza della sua organizzazione. La Fiom ha invitato i dipendenti dell’acciaieria della morte “a non firmare un testo che rischia di mettere in discussione la possibilità di presentarsi in aula”. Sergio Bonetto, avvocato di parte sindacale, spiega infatti che “se il verbale è stato firmato alla presenza di un sindacalista è molto difficile impugnarlo”. Anche la Fim torinese si indigna: “Chiediamo ai lavoratori della Thyssen di non regalare la giustizia che pretendono sia fatta sulla vicenda”, dice il segretario Antonio Sansone. L’azienda si difende sostenendo che il modulo “è identico da anni” e che le clausole oggetto della polemica “sono da tempo riportate nei verbali di conciliazione sindacale”. La Thyssen afferma di “comprendere appieno gli aspetti umani” della vicenda e mette in guardia da “ogni lettura assolutamente non voluta delle clausole”. Michele Carbonio, il sindacalista della Uilm ha presenziato a gran parte delle firme, conferma che “si tratta di moduli scritti due anni fa, quando venne chiuso il reparto del Magnetico a Terni”. Dunque non si poteva immaginare che quelle clausole avrebbero impedito ai dipendenti di chiedere giustizia in tribunale. Ma dopo il rogo del 6 dicembre perché la clausola non è stata abolita? “Ne abbiamo discusso con i nostri avvocati – sostiene il sindacalista dalla Uilm – ma va anche detto che in queste settimane è difficile chiedere a un lavoratore di rinunciare a 30 mila euro per una questione di principio”. Fim, Fiom e Uilm hanno comunque fatto sapere che si costituiranno in giudizio come organizzazioni sindacali.