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	<title>Bar Necchi's Weblog &#187; Editoriale</title>
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		<title>Bar Necchi's Weblog &#187; Editoriale</title>
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		<title>[voti] DIVERSAMENTE UTILI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 09:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>necchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Votare ora, contestare domani: non saranno i notabili 
&#8220;democratici&#8221; a riportare la democrazia in Italia, sarà la generazione che cresce ora. 
Per essa, faticosamente, cerchiamo di riprendere la penna in mano
[Riccardo Orioles] e altre riflessioni qui

&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;
Al BarNecchi sottoscriviamo, convinti e affaticati, riflessioni e appello.
Buon voto a tutti.
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=89&subd=barnecchi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="text-align:center;"><a href="http://citizenbroz.blogspot.com/2008/04/appello-al-voto-diversamente-utile.html"><em>Votare ora, contestare domani: non saranno i notabili </em></a></h2>
<h2 style="text-align:center;"><a href="http://citizenbroz.blogspot.com/2008/04/appello-al-voto-diversamente-utile.html"><em>&#8220;democratici&#8221; a riportare la democrazia in Italia, sarà la generazione che cresce ora. </em></a></h2>
<h2 style="text-align:center;"><a href="http://citizenbroz.blogspot.com/2008/04/appello-al-voto-diversamente-utile.html"><em>Per essa, faticosamente, cerchiamo di riprendere la penna in mano</em></a></h2>
<h3 style="text-align:center;">[Riccardo Orioles] e altre riflessioni <a href="http://citizenbroz.blogspot.com/2008/04/appello-al-voto-diversamente-utile.html">qui</a></h3>
<p style="text-align:center;">
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Al BarNecchi sottoscriviamo, convinti e affaticati, riflessioni e appello.<br />
Buon voto a tutti.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/barnecchi.wordpress.com/89/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/barnecchi.wordpress.com/89/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/barnecchi.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/barnecchi.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/barnecchi.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/barnecchi.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/barnecchi.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/barnecchi.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/barnecchi.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/barnecchi.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/barnecchi.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/barnecchi.wordpress.com/89/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=89&subd=barnecchi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>LA GUERRA IN CASA</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 10:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>necchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi 983 persone sono morte sul lavoro. A queste si aggiungano 983264 infortuni e 24581 invalidi.
Stanotte, dopo due giorni di agonia, è morto Angelo Laurino, operaio, per le ustioni riportate a seguito dell&#8217;incidente nella fabbrica di Torino. Altri versano in gravissime condizioni: &#8220;sembravano torce umane&#8221; ha detto un testimone. E&#8217; la vittima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=34&subd=barnecchi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi <strong>983 persone sono morte sul lavoro</strong>. A queste si aggiungano 983264 infortuni e 24581 invalidi.<br />
Stanotte, dopo due giorni di agonia, è morto <span class="txt12">Angelo Laurino, operaio</span>, per le ustioni riportate a seguito dell&#8217;incidente nella fabbrica di Torino. Altri versano in gravissime condizioni: &#8220;sembravano torce umane&#8221; ha detto un testimone. E&#8217; la vittima numero 4 della ThyssenKrupp, altri versano in gravissime condizioni. Ancora ieri sono morti altri due lavoratori a Cassino e nell&#8217;avellinese.</p>
<p>Sono cifre da guerra civile.</p>
<p>Scalando la vetta delle colpe e delle responsabilità puntuali (la ThyssenKrupp, per esempio, non era nuova agli incendi e nonostante questo gli estintori erano sigillati e semivuoti) arriviamo al colpevole di questa strage perpetua.<br />
Il mandante, appare chiaro, è politico. E&#8217; la politica &#8211; quella bella, quella mainstrem, quella alla moda  &#8211; ad aver tolto al mondo del lavoro dignità, importanza, visibilità; ad aver tentato in ogni modo, e per precisi disegni, di ridurre il peso sociale della componente operaia e del lavoro dipendente, non ultimo elevando al rango di conquiste precarietà e flessibilità estrema in luogo di sicurezza. E anche semplicemente volgendo lo sguardo altrove &#8211; verso scenari magari più accattivanti &#8211; e facendo finta che un &#8220;problema lavoro&#8221; fosse cosa ormai sorpassata: roba da vecchia sinistra, da vecchio Novecento. E&#8217; la solita storia: se non ne parli, tutti crederanno che non esiste. Se non parli della dismissione, delle condizioni deprecabili, della mancanza di sicurezza, dei turnover asfissianti, questi cessano di essere problemi. E neanche i morti, in questo contesto, servono a fare notizia.</p>
<p>Obiettivo raggiunto. L&#8217;Italia viaggia al ritmo di 3 morti sul lavoro al giorno nell&#8217;indifferenza più generale. Del resto media e politica oggi ci insegnano che il problema sono i rumeni e gli extracomunitari, i delitti di cronaca nera, la sicurezza &#8211; tutta benestante, in verità &#8211; dell&#8217;inviolabilità delle proprie case; magari, se va bene, ti dicono che va messa una fascia rossa al braccio per la Birmania (non sai dov&#8217;è, non sai che succede, ma lo fanno anche i calciatori) perché predilogono da sempre le cause innocue, quelle per cui parlare e schierarsi (e, quasi subito, scordarsene) non hanno controindicazioni.</p>
<p>Sotto, nella fogna e in silenzio, si continua a morire di lavoro.</p>
<p>Qualcuno ora sembra essersi svegliato, del resto l&#8217;eco dell&#8217;incidente di Torino non poteva lasciare le acque calme. Ma è un momento. Tra qualche giorno nessuno si ricorderà più di niente. Né gli italiani della sicurezza e dei reality; né i media, né la politica. Con le solite lodevoli (e minoritarie) eccezioni.<br />
Il Tg1 di Riotta, per rammentarne uno di quelli &#8220;illuminati&#8221;, dopo il primo morto aveva già schiacciato la notizia tra le battute di vita parlamentare e il delitto di Perugia. L&#8217;Italia, sembrerebbe, ha proprio altro a cui pensare.</p>
<p>Segnaliamo e lasciamo in calce l&#8217;editoriale di Loris Campetti, dal &#8220;Manifesto&#8221; di venerdì 7 dicembre.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p class="modulogiornale">&nbsp;</p>
<p class="pezzotitolo">Flessibili da morire</p>
<p class="pezzofirma">Loris Campetti</p>
<p class="pezzotesto">Era molto flessibile Antonio, un giovane di 36 anni ucciso ieri alla Thyssenkrupp di Torino. Ucciso non da un incidente, non da un infortunio: ucciso dallo sfruttamento selvaggio che fa tirare a mille gli impianti fino a far esplodere le macchine e costringe a un lavoro bestiale gli operai. Al momento in cui quel maledetto tubo che trasportava olio bollente è stato colpito da una scintilla sprigionatasi dal quadro elettrico s&#8217;è spezzato, trasformandosi in un lanciafiamme, Antonio e una decina di ragazzi come lui sono stati colpiti. Tutto e tutti hanno preso fuoco, gli estintori non funzionavano, la linea 5 delle ex Ferriere sembrava una città bombardata con il napalm, raccontano i sopravvissuti. Quando si è trasformato in una torcia umana, alle due di notte, Antonio era alla quarta ora di straordinario. Dunque era alla dodicesima ora di lavoro in quell&#8217;inferno.<br />
Antonio era molto flessibile, come tutti gli altri ragazzi della Thyssenkrupp. Alle 12 ore di lavoro ne aggiungeva ogni giorno due o tre di viaggio da casa, nel Cuneese, alla fabbrica, e ritorno. Non è che gli restasse molto tempo per la sua compagna e i suoi tre bambini, la più grande di 6 anni e il più piccolo di 2 mesi. Antonio era proprio il tipo di operaio di cui ha bisogno un padrone tedesco che decide di chiudere la fabbrica di Torino per portare la produzione in Germania, ma prima di mettere i sigilli agli impianti vuole tirare fino all&#8217;ultima goccia di sangue alle macchine e agli uomini, ai ragazzi. Per questo una decina di loro ha preso fuoco, nel 2007, nell&#8217;occidente avanzato, sotto il comando di Thyssenkrupp, un nome che se scomposto in due rimanda ad altri fuochi, a un altro secolo, a un&#8217;altra guerra.<br />
C&#8217;è la fila, adesso, di quelli che si lamentano per la mancanza di sicurezza sul lavoro. Forse tutti si erano distratti: presi com&#8217;erano a combattere l&#8217;insicurezza provocata dai rumeni si sono dimenticati della guerra quotidiana in fabbrica, nei campi, nei cantieri. Chi oggi dice che servono maggiori misure di sicurezza sul lavoro dovrebbe aggiungere che il modello sociale ed economico dominante è criminale. Chi chiede di produrre di più, per più ore nel giorno e per più anni nella vita è corresponsabile dei crimini quotidiani sul lavoro. La sicurezza è incompatibile con l&#8217;accumulazione selvaggia, togliendo dignità e diritti ai lavoratori si aumenta l&#8217;insicurezza, sul lavoro e nella vita.<br />
I teorici del liberismo, della fine del welfare, di quella che spudoratamente chiamano flessibilità ma che per noi è precarietà, hanno tutti i diritti nella nostra società. Ma uno almeno non ce l&#8217;hanno: quello di piangere i morti sul lavoro perché quei morti sono vittime della loro cultura e della loro fame di danaro e di potere. I tre bambini di quel paesino del cuneese che si chiama Envie non sanno che farsene delle loro lacrime. E noi con loro.<br />
Probabilmente i cancelli della fabbrica torinese della Thyssenkrupp non riaprirà mai più. Speriamo che non riapra più, il prezzo da pagare per tenerla aperta è troppo alto.</p>
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		<title>Questi sì che fanno sul serio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 15:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>necchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete tempo da perdere, vi dilettate in cose inutili, ma &#8211; soprattutto &#8211; nutrite un&#8217;insana passione per il cabaret di terza categoria, stasera vi conviene passare da Colle Val d&#8217;Elsa (SI). Sì perché al Teatro Sant&#8217;Agostino i partiti di centrodestra e il comitato anti-moschea si fanno promotori di un&#8217;importante iniziativa culturale, spettacolo destinato, crediamo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=30&subd=barnecchi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Se avete tempo da perdere, vi dilettate in cose inutili, ma &#8211; soprattutto &#8211; nutrite un&#8217;insana passione per il cabaret di terza categoria, stasera vi conviene passare da Colle Val d&#8217;Elsa (SI). Sì perché al Teatro Sant&#8217;Agostino i partiti di centrodestra e il comitato anti-moschea si fanno promotori di un&#8217;importante iniziativa culturale, spettacolo destinato, crediamo, ad un pubblico di soli adulti.  Si tratta,  figurarsi, della presentazione dell&#8217;ultimo libro di Magdi Allam, cui giustamente il centrodestra colligiano ha associato &#8211; non affatto strumentalmente &#8211; una fiaccolata contro il nuovo centro culturale islamico.</p>
<p>Magdi Allam, da un po&#8217; di tempo a questa parte, è diventato l&#8217;amico-alibi per chiunque abbraccia politiche antimusulmane antiarabe e antidiverse, ma si vergogna, nel salotto buono, di definirsi razzista. Frotte di benpensanti smaniano nel farsi fotografare accanto a lui, pressappoco come, ai tempi del west, i bianchi godevano a farsi immortalare con gli indiani &#8220;buoni&#8221;. Che volete, a Colle ha trovato terreno fertile.</p>
<p>Noi non sappiamo che cosa abbia scritto nella sua ultima fatica, ma dubitiamo che &#8211; non comprandola &#8211; il rimorso ci divorerà. Ci bastano, quanto a miseria, i suoi articoli sul Corriere, e in particolare quello in cui (<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/03_Marzo/12/patto_allam.shtml" target="_blank">link all&#8217;articolo</a>), all&#8217;indomani della strage della stazione di Atocha a Madrid, solo come un mattacchione in Hyde Park, sostenne che tra i reclutati nelle file della resistenza irachena ci sarebbero stati anche numerosi terroristi baschi appartenenti all&#8217;ETA e che  questo sodalizio sarebbe stato la matrice del massacro del giorno prima.  Insomma, la strage era opera dell&#8217;ETA. La stessa menzogna che disse il povero Aznar quando tentò  di usare la vicenda a fini meschinamente elettorali.  Naturalmente, la strage fu opera di Al Qaeda e l&#8217;ETA in effetti non c&#8217;entrava proprio nulla. Ora, secondo voi, il  ragazzo Magdi avrà chiesto scusa per questa assurda invenzione giornalistica? Avrà detto ai suoi lettori: &#8220;Signori scusate, è stato un momento. I nervi, sapete com&#8217;è. Poi mi pareva d&#8217;averlo sentito dire. No, forse l&#8217;ho sognato. Anzi, no. E&#8217; colpa del caldo. Delle cavallette. Del cambio climatico&#8221; ?</p>
<p>Macché. Siamo in Italia, per fortuna abbiamo la memoria corta. Basta far finta di niente.  Cosa volete che sia un giornalista che dichiara il falso in confronto al pericolo delle orde musulmane che ci stanno invadendo?  Senza contare che quelli del comitato antimoschea, in effetti, si meritano i complimenti: hanno incominciato flanellando con Borghezio, poi con quelli di Forza Nuova. Oggi c&#8217;è Magdi Allam, e indubbiamente sono andati migliorando.  Avete presente quando i professori  si lamentano con i genitori che i loro figli, pur essendo intelligenti, non danno prova di impegno? Ecco, qui non succede:  &#8220;I ragazzi, signora mia, indubbiamente si impegnano. E&#8217; il cervello che manca.&#8221; <span class="span-PP" style="font-weight:bold;"></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/barnecchi.wordpress.com/30/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/barnecchi.wordpress.com/30/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/barnecchi.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/barnecchi.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/barnecchi.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/barnecchi.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/barnecchi.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/barnecchi.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/barnecchi.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/barnecchi.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/barnecchi.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/barnecchi.wordpress.com/30/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=30&subd=barnecchi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Partenza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 08:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>necchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partenza bar necchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronti, via.
Dopo estenuanti conventicole, riunioni di redazione affollatissime, bicchierate, chiacchiere da bosco e da riviera, Bar Necchi è finalmente pronto.
Basta così. L&#8217;unico editoriale possibile è quello che costruiremo giorno per giorno, post dopo post.
Il resto si vedrà. Politica, cultura, contesto locale e nazionale, varie amenità: lo spettro è ampio, il materiale di certo non mancherà. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=barnecchi.wordpress.com&blog=1915127&post=8&subd=barnecchi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Pronti, via.</p>
<p>Dopo estenuanti conventicole, riunioni di redazione affollatissime, bicchierate, chiacchiere da bosco e da riviera, Bar Necchi è finalmente pronto.<br />
Basta così. L&#8217;unico editoriale possibile è quello che costruiremo giorno per giorno, post dopo post.</p>
<p>Il resto si vedrà. Politica, cultura, contesto locale e nazionale, varie amenità: lo spettro è ampio, il materiale di certo non mancherà. Prosit.</p>
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