Archivio per Dicembre 2008

Sguazzando nella palude

Dicembre 19, 2008

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Nel vedere in tv per la centoventiquattresima volta il trailer di «Natale a Rio», ho finalmente capito che era un editoriale. Il più azzeccato editoriale politico degli ultimi anni. Trattandosi di pensiero alto, si svolge nel luogo a tal fine deputato: il bagno. Da una parte c’è Christian De Sica, simpaticamente amorale e gran commentatore di donne altrui: l’italiano di maggioranza che non ha avuto quasi mai una rappresentanza adeguata (tutti quei democristiani tristi e quei liberali severi), ma ora ce l’ha. Dall’altra Massimo Ghini, ex consigliere veltroniano passato da attore impegnato a sostituto di Boldi nei cinepanettoni, dove gli riservano la parte dell’intellettuale serio e un po’ palloso.

«Quella è ‘na buzzicozza, buzzicona e cozza», spiega il simpatico, sdraiato nella vasca. «Hai fatto una crasi», puntualizza il colto, in piedi dentro l’accappatoio d’ordinanza. Il simpatico appare perplesso: «Forse m’è scappata, ma non credo. E poi di solito fanno le bolle». Rideranno tutti, molti senza neanche sapere cosa sia una crasi. Il che renderà ancora più detestabile l’omarino in accappatoio, con la sua inutile cultura, la sua scarsa energia vitale, la sua prosopopea nel sentirsi superiore quando dice all’altro «Tu rilutti», così che il simpatico possa rispondere «No che non rilutto, so’ una persona educata». La morale? Ogni volta che l’italiano di minoranza si mette a recitare il copione di quello di maggioranza, finisce per fare le stesse cose e cosacce dell’altro, però in modo più patetico. E soprattutto gli tocca sempre il ruolo della spalla.

(Massimo Gramellini su  La Stampa)

Altri 5 morti invisibili

Dicembre 9, 2008

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E’ di cinque morti il bilancio di un’altra giornata tragica sul fronte degli incidenti sul lavoro. Le vittime sono quasi sempre giovanissime, mentre la geografia della tragedia non conosce confini. Si va dalla provincia di Bergamo, a Santa Giustina, nel bellunese. Da Amatrice, nell’alto Lazio, a Pavia.

Il primo incidente è avvenuto nella notte all’azienda metallurgica “Tenaris Dalmine” di Dalmine, in Lombardia, dove un operaio di 20 anni, Sergio Riva, ha perso la vita schiacciato da un cilindro di circa una tonnellata. Il giovane, da un anno dipendente con contratto interinale, era entrato in un macchinario che serve per forgiare tubi di grosse dimensioni per cercare di liberarne uno che si era incastrato, ma è stato travolto e schiacciato dal pesante cilindro di ferro.

Di primo mattino è morto invece Cesare B., autista 21enne, travolto dal cassone di un dumper (un grosso camion) mentre era la lavoro all’interno di una cava di ghiaia a Torretta di Galliavola, in provincia di Pavia.
L’operaio, a quanto pare regolarmente assunto dalla ditta “Sergio Re Trasporti”, stava controllando perché il cassone del suo mezzo non tornasse in posizione orizzontale quando, per motivi al momento non chiari, il pianale si è abbassato di colpo schiacciandolo.

Un terzo incidente mortale è avvenuto qualche ora dopo, attorno alle 11.30, in un cantiere della ditta “Beton Srl” a Santa Giustina, nel bellunese. P. F., operaio di 34 anni, è rimasto schiacciato da una pesante paratoia d’acciaio utilizzata per contenere il cemento. Anche su questa vicenda sono in corso gli accertamenti degli investigatori per verificare l’esatta dinamica dell’incidente e individuare eventuali responsabilità.

Un quarto operaio è morto e altri due sono rimasti feriti mentre stavano lavorando in uno scavo fognario ad Amatrice, in provincia di Rieti. I tre, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, stavano lavorando in frazione Torrita, quando sarebbero rimasti sepolti nello scavo. Uno dei due feriti sarebbe in gravi condizioni.


Ancora da ricostruire invece l’esatta dinamica del decesso di un sommozzatore colto da malore mentre stava lavorando nel fiume Brembo per conto dell’Enel. L’uomo era immerso all’altezza della diga nei pressi di San Pellegrino, in provincia di Bergamo, quando si è sentito male. Una prima ipotesi è che ad essergli fatale sia stata la temperatura estremamente rigida dell’acqua.

Poteva finire in tragedia infine anche un incidente avvenuto in serata in un cantiere edile nel centro di Perugia. Un muratore di 43 anni, originario di Napoli, è rimasto ferito alla testa mentre stava lavorando. L’uomo è stato ricoverato in ospedale con riserva di prognosi.

(fonte: republica.it)

UNA MODESTA PROPOSTA…

Dicembre 6, 2008

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… per chi bazzica ancora il Pd (magari in buona fede):

Scappate dalla nave, cazzo. Stiamo male per voi.

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da repubblica.it

Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici si è incatenato, a Roma, di fronte all’edificio che ospita sia Repubblica che l’Espresso. Una clamorosa iniziativa, la sua, compiuta per protestare contro il modo con cui i due giornali hanno trattato la vicenda politica innestata dall’inchiesta giudiziaria Fondiaria-Sai.
Una vicenda riportata con ampia eco da tutti i media, in questi giorni. Che ha coinvolto alcuni esponenti della sua giunta, e che ha lambito anche lui (per il caso della costruzione dell nuovo stadio). Facendo esplodere – insieme al caso analogo del comune di Napoli – la “questione morale” all’interno del partito democratico.
Domenici si è legato con una catena a un palo, con tre giri intorno alla vita e con tanto di lucchetto. Ed espone un cartello con su scritto “sì alla difesa della onorabilità e della dignità”.
“Difendo la mia onorabilità – spiega il sindaco a Repubblica.it – messa in dubbio dagli articoli dell’Espresso e di Alberto Statera su Repubblica. Sono qui per sottolineare la correttezza mia e dell’ammistrazione”.

Per non dimenticare

Dicembre 5, 2008

TORINO – Un anno è passato, ma a Torino non si sono attenuati il dolore e la rabbia nel ricordo del terribile rogo allo stabilimento della ThyssenKrupp nel quale, la notte del 6 dicembre, perirono sette operai, uno sul colpo, gli altri dopo un’agonia in ospedale. E ci si prepara a vivere una settimana nella memoria di Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Antonio Santino, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, le sette vite spezzate nell’inferno scoppiato alla linea 5 dell’acciaieria.

C’é attesa per il processo in Corte d’Assise, prima udienza il 15 gennaio, con l’amministratore delegato Harald Espenhanh sul banco degli imputati con la pesante accusa di omicidio volontario ed altri cinque dirigenti che dovranno rispondere di omicidio colposo. Prima del dibattimento in aula, però, sarà il tempo delle commemorazioni ufficiali e del tristissimo anniversario per familiari, amici delle vittime, compagni di lavoro. Si comincerà venerdì pomeriggio con l’inaugurazione della mostra fotografica “Torino-Terni. Un viaggio nell’acciaio”, dedicato ai due stabilimenti italiani della Thyssen.

Lo stesso titolo avrà il il documentario trasmesso in serata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Sabato 6 un corteo attraverserà la città di Torino, dal centro fino alla fabbrica, in corso Regina Margherita. Al mattino una messa in memoria delle sette vittime verrà celebrata al Cimitero Monumentale di Torino dove sono sepolti i sette operai. Il sindaco Sergio Chiamparino parteciperà alla posa di una corona in memoria di tutti i caduti sul lavoro. Altre messe verranno celebrate domenica 7 dicembre a Nichelino, dove viveva una delle vittime, Bruno Santino, e al santuario di Santa Maria Ausiliatrice. Il ricordo vivrà anche con un concerto straordinario del Teatro Regio, una mostra fotografia, un torneo di calcio a 5, un murales nel centro di Torino lungo 43 metri. Nel frattempo, proseguono le indagini dell’altro filone d’inchiesta, nel quale i dirigenti sono indagati per lo stress vissuto dai lavoratori scampati al rogo: attacchi di panico, insonnia, depressione, di cui soffrono gli operai che videro i loro colleghi trasformati in torce umane. Gli avvocati della multinazionale dell’acciaio preparano le mosse per il processo, sostenendo che sia stata “esagerata” la tesi accolta dal giudice dell’udienza preliminare che ha deciso il rinvio a giudizio dei vertici della ThyssenKrupp. La tragedia della ThyssenKrupp non sarà ricordata soltanto a Torino: ad Arona, sul lago Maggiore, sabato prossimo sarà creata un’installazione lunga 140 metri dedicata alle morti sul lavoro, con un centinaio di tute da lavoro bianche ed i nomi di tutte le vittime in Italia nel 2008.

Fonte: Ansa