“Il processo sommario che è stato intentato alle comunità montane ha preso le mosse da quelle istituite al livello del mare. Dagli abusi, dagli sprechi, dall´arroganza della gestione del potere in molti territori. Queste denunce hanno fatto la fortuna di due giornalisti abili, quanto fortunati, che hanno scritto un famoso best seller che mi onoro di non aver letto e di non nominare” (Franco Ceccuzzi)
L’ammettiamo, sconsolati: siamo di fronte ad una macchina da guerra. Nemmeno il tempo di distrarsi un secondo e subito, tac: ne sforna un’altra, quasi meglio della precedente. Ciò che - converrete - non è cosa che tutti posson far così, su due piedi. La segnalazione è di alcuni giorni fa, ma vale la pena. Si parla di comunità Montane, della manifestazione in difesa delle stesse e di quei mascalzoni che - accidentaccio - dicono tante cose brutte sulla politica e sui suoi costi. Cattivi cattivi cattivi.
Da notare come il Nostro si destreggi prima con una personale e creativa interpretazione della lingua italiana “la fortuna di due giornalisti abili, quanto fortunati” (meglio avrebbe fatto solo scrivendo: la fortuna di due fortunosi giornalisti fortunati, quanto - per loro fortuna - fortunati), e da qui si vede che Ceccuzzi è uno di quelli che quando esprime un concetto lo vuol ben evidenziare. A scanso, come si dice, di equivoci.
Poi, col cadavere del Devoto-Oli ancora caldo, arriva la Frase: i fortunelli hanno scritto un libro che “mi onoro di non aver letto e di non nominare”.
Noi, ingenui, si era rimasti stretti osservatori della legge di Rino Gaetano, per cui siamo soliti non giudicare un film “senza prima vederlo”: figuratevi un libro. Ma si vede che, come gli anni ‘70, la musica leggera, i Visitors e la questione morale, siamo roba ormai superata.
Infatti il Nostro, che di cose ne ha viste, può tranquillamente trasgredire questa regola ormai vetusta. Ci dispiace solo per i fortunosi Stella e Rizzo che, di certo, saputo di dispiacere all’On. Ceccuzzi, non avranno - comprensibilmente - saputo farsene una ragione. Purtroppo la politica oggi è uno sport per uomini duri, che - come si sa - non hanno in gran simpatia libellisti e letterati perdigiorno e in malafede: si rassegnino i due giovanotti, e si trovino un lavoro vero. Tipo, per dire, fare il presidente di comunità montana.
E nonostante tutto ci resta una speranza segreta, e cioé che il Nostro - prima o poi - superi questa giustificata diffidenza per la parola scritta e gli abbecedari e si cimenti in un’opera autografa. Noi, che siamo sportivi, possiamo assicurare che quel libro lo leggeremmo d’un fiato. Anche perché - senza troppi sforzi - ne immaginiamo facilmente il contenuto: tutte figure.
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Ottobre 30, 2007 alle 10:20 am
che bello…quindi il superpotente di Siena e dintorni si vanta di non leggere la Casta? Beh fa anche bene, tanto quello che c’è scritto lui lo dovrebbe conoscere bene…
La cosa che più mi fa imbestialire è che la sua opinione sulle comunità montane è basata esclusivamente sul fatto che esiste questa benedetta comunità montana della val di merse, presieduta da un suo ex funzionario, braccio destro (braccio non cervello, perché si sa, il ceccuzzi ama circondarsi da bracci e non teste, strategia a mio avviso sbagliata a lungo andare ma i fatti stanno dando ragione a lui…).
Se non avessimo quella CM probabilmente anche lui sarebbe contrario. Io lo sono proprio perché ce l’abbiamo e ne comprendo l’inutilità economico-politico-sociale-rurale etc etc.