La Giusta Distanza

By necchi

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Il centro pulsante di questa storia sono le terre padane attorno alla foce del Po, scenario immaginifico (Visconti, Olmi, Fellini) e insieme inquietante e di estrema attualità. Siamo, insomma, nel tanto rammentato NordEst italiano. Posto di lavoro, di vecchie tradizioni e di nuovi arrivi. In fin dei conti “La Giusta distanza” è un racconto corale, all’interno del quale la figura del giovane aspirante cronista Giovanni funge quasi solo da pretesto e voce narrante che unisce organicamente tutto il resto della storia: l’arrivo della maestra (la “cittadina” Mara), l’intreccio amoroso, la problematica dell’integrazione, l’eterno sospetto. Insomma, alla fine dei conti, è un film da vedere: bravo Carlo Mazzacurati, in evidente stato di grazia una volta ritornato nei suoi luoghi, ben scelti gli attori: su tutti spicca – in una piccola parte – Fabrizio Bentivoglio, attore feticcio del regista e – per chi scrive – miglior giovane attore italiano da almeno 25 anni. Da qualche parte, parlando del film, è saltato fuori un titolo del tipo: “Mazzacurati, quando il NordEst non è cattivo”. Non è così, la cattiveria c’è tutta, solo che non è – e giustamente – declinata secondo i suoi tratti più banali. Sottotraccia, come un fiume carsico, la sorda follia di un ambiente a prima vista normale e pulito, ma dai nervi drammaticamente scoperti, irrompe implacabile.

Va bene, anticipiamo i palati fini: non siamo al cospetto del capolavoro. E’, in effetti, solo un bel film, degnamente diretto, ben montato e con una storia non banale. Vi sembra poco, con l’aria che tira? L’alternativa, oggi e in Italia, sono i Muccino Bros. Sarebbe a dire: buio completo (ma pieno di trentenni che urlano).

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2 Risposte a “La Giusta Distanza”

  1. milton Dice:

    mazzacurati sarà al centro di una retrospettiva a lui dedicata (e a Greenway…stessa cosa, certo) a poggibonsi all’interno della rassegna Fenice (fatemi fare un po’ di propaganda…).

  2. milton Dice:

    http://www.politeama.info/fenice.htm
    questo il programma.

    poi vi racconterò cosa penso di mazzacurati, autore sottovalutato, grandissimo nelle commedie ma ancora di più nei toni malinconici. Superbo nel raccontare la provincia. Soprattutto l’ho amato in un film bistrattato dai più, L’amore ritrovato, una grande capacità nel raccontare l’emotività femminile, cosa rara dai tempi di pietrangeli.

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