Vandea, Italia

Ottobre 19, 2009 di necchi

vandea

Il movimento del Viva Maria sorse ad Arezzo nel 1799, come risposta all’invasione di Napoleone. I suoi membri erano fanatici sanfedisti, oltranzisti cattolici che avevano in odio tutto quel che puzzava di illuminismo, di idee liberali,  di Francia e di ogni possibile commistione tra questi elementi.

La città di Siena, suo malgrado, non rimase estranea al fenomeno. Quando i Viva Maria vi giunsero, saccheggiarono il ghetto ebraico, uccisero selvaggiamente tredici ebrei e ne bruciarono i cadaveri in Piazza del Campo, assieme ai resti dell’Albero della Libertà.

E giustamente, memore di questi episodi di sana  vitalità cattolica, don Stefano Bimbi, prete di Staggia, deve essersi detto: “perché non dedicargli un premio?”

Già. Perchè no? Ed ecco uscire dal cilindro  il premio “Viva Maria!” destinato “ad un cattolico, fiero di essere tale, che si sia particolarmente distinto nella difesa della fede cattolica con la parola o con l’esempio”.

Ora, va da sé, Stefano Bimbi deve aver poco a che spartire con Voltaire e compagnia illuminista, men che meno con i principi liberali e laici della nostra modernità (tra cui crediamo potervi inserire anche  quella diavoleria del motore a scoppio). Ma siccome noi, cui sicuramente toccherà l’inferno (e nel mondo dei vivi la compassione), simpatizziamo invece per il liberalismo, abbiamo ritenuto giusto dare spazio anche alle posizioni altrui.
Qui sotto, dunque, una breve antologia del pensiero bimbesco. Son prese dal suo sito personale, ce n’è per tutti i gusti:

Costituzione Italiana:

L’articolo 1 della Costituzione suonerebbe meglio così: L’Italia è una monarchia fondata sulla famiglia. La sovranità appartiene a Cristo Re. I legittimi governanti la esercitano nelle forme e nei limiti del diritto naturale di cui è interprete la Chiesa Cattolica

Gravidanze: (precetti alla donna)

Non ti far prendere dalla tua ansia perché i medici pare che abbiano il compito di farla venire anche a chi non ce l’ha. Tutti gli esami che ti proporranno (eccetto due o tre ecografie al massimo) sono inutili e/o dannosi. Se vuoi se ne riparla, ma questo è un punto fondamentale.

Peccato (Lussuria, atto I)

[...] per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia…

Peccato (Lussuria, atto II)

Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze.

Insomma, si può non condividerle, ma certo bisogna riconoscere che son posizioni equilibrate. E appunto parlando di deviazioni e stravaganze, torniamo al premio. Siccome siamo solo al principio del cammino, si vede che i promotori volevano fare un inizio col botto.

Sarà per questo che hanno premiato – niente meno – Claudia Koll.
Sì, Lei. In persona. Quanto alla motivazione, siete serviti:

“A Claudia Koll, attrice cinematografica e teatrale, perché come i Viva Maria! dell’insorgenza toscana, con la parola e con le opere, offre generosa testimonianza del lavoro da fare per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime”.

E qui, in effetti, la cattiveria giacobina lascia il posto alla concordia. Ci scopriamo, tutt’insieme, uniti in un sentimento di approvazione per la scelta del comitato promotore.
Via, siamo con voi. Sì perché della generosa testimonianza di Claudia Koll ce ne ricordiamo tutti,  e certo crediamo che abbia contribuito molto, in parola e  opere, alla nostra gloria -  terrena e momentanea, certo, ma tant’è.  E se ha fatto bene a noi, non può esser spiaciuto al Padreterno.

Per cui ci sembra giusto abiurare quanto abbiam detto finora, per unirci senz’altro alle Legioni della Nuova Cristianità Militante, sez. Claudia.
E mossi da quest’impeto di ritrovata armonia ci spingiamo, con l’irruenza  dei neofiti, a bandire un concorso.

templari

Quel che proponiamo è un cambio di nome. Badate bene, non perché Viva Maria ci dispiaccia: come possiamo non guardare con favore a un nome che ci ricorda scorrerie, progrom, antisemitismo, stragi e devastazioni compiuti in nome della fede? Saremmo dei folli.
Però però. Gli è che siamo assolutamente d’accordo con i propositi del manifesto d’istituzione del premio: “come ai tempi di Napoleone, è in atto un attacco alla fede cattolica. Ora come allora c’è bisogno che ci sia un forte movimento di popolo di reazione che difenda la Chiesa da questi attacchi.”
Per cui crediamo che il Viva Maria, lungi dall’esser sconfessato, non basti più. Sì, proprio così. Proponiamo una specie di Bolognina (scusate il termine) sanfedista: cambiamo nome, ma per dare più forza ai nostri ideali. Come diceva Occhetto: Il futuro ha radici antiche.
E dunque mettiamo in campo alcune nostre piccole proposte in merito. Certi che il vasto universo dell’intransigenza cattolica saprà farne tesoro, scegliendo quella che più gli si addice.

Ecco, si diceva, i nomi:

1) Premio Tomás de Torquemada
Motivazione: 100.000 processi e 2000 condanne a morte per ebrei, mussulmani, streghe e altro genere di feccia durante l’Inquisizione. Avercene oggi,  mica pizza e fichi.

2) Premio Joseph Goebbels
Motivazione: qui si gioca facile: praticamente aveva le stesse opinioni dei Vivamaria riguardo a questione ebraica e liberalismo

3) Premio Jean-Bédel Bokassa (o Bokassa I, leader dell’Impero Centrafricano)
Motivazione: sì, va bene: è stato accusato di alto tradimento, assassinio, cannibalismo e appropriazione indebita. Ma lui dice che era lì per compiere una nuova evangelizzazione del continente africano. Vi sembra poco, in un continente di mangiabanane con l’anello al naso?

Allora. amici, fratelli e sodali: esprimete il vostro voto.
Noi vi aspettiamo all’uscio. E nel frattempo, allegramente, ci flagelliamo.

Serva Italia (atto II)

Ottobre 4, 2009 di necchi

Serva Italia

Agosto 25, 2009 di necchi

berlusca

D’altronde i veri criminali sono altri: per esempio i 5 eritrei scampati all’ultimo naufragio di Lampedusa: la legge Berlusconi-Maroni-Hitler impone di incriminarli per immigrazione clandestina, così imparano a sopravvivere; la prossima volta facciano il favore di affogare come gli altri 73. O di girare alla larga dall’Italia, paese meraviglioso dove chi è senza pane si compra un telefonino nuovo. Dove il finanziere Zunino, pluriinquisito, è sull’orlo del fallimento, ma con una holding chiamata «Risanamento». Dove i reati, secondo il governo, sono in calo, ma le carceri scoppiano. Dove tolgono la scorta al testimone anti-’ndrangheta Pino Masciari, periodicamente visitato dagli amici degli amici, ma la danno a Vittorio Sgarbi perché si sente minacciato (mandante: Beppe Grillo). Intanto ferve nel Pd il dibattito sulla presenza della Carfagna alla festa dell’Unità, o come diavolo si chiama. E fior di politici e intellettuali s’interrogano sull’appello del capo dello Stato per l’Unità d’Italia. Per il congresso di Vienna, c’è tempo.

Marco Travaglio, Ora d’aria (leggi tutto qui)

RIVELAZIONE

Agosto 14, 2009 di necchi

bibbia

Premessa.
Tutto è cominciato quando ci è capitato tra le mani un comunicato dei Giovani Democratici Senesi (Corriere di Siena, 13/8/09). Ci siamo avventurati, d’impeto, sugli erti picchi sintattici, invero mai così difficili da scalare.

Poi d’un tratto, impietosa e subitanea, la Rivelazione.

Come Filippino Lippi con Sandro Botticelli
Come i Monkees con i Beatles
Come Christian de Sica con Alberto Sordi
Come Bobby Solo con (dio ci perdoni) Johnny Cash

Epigoni. Imitatori. Allievi di Maestri più celebri.

Ecco le prove.

a.
Siamo certi che sia opinione diffusa che, per aumentare la qualità e il tenore della vita di un territorio, siano necessarie riforme che accrescano la libera competizione, la selezione dei più capaci a competere, insomma il ritorno ad una meritocrazia priva di colori politici, ma fatta sul mercato. Giovani Democratici

Bello, sì, quasi all’altezza dell’originale:

Non ho dubbi che dall’attuale crisi di mercato si potrà  uscire solo rafforzando e, in parte, bonificando il funzionamento del mercato che deve rimanere il solo strumento adeguato alla creazione e diffusione della ricchezza nonché uno strumento di promozione umana ed uguaglianza in campo economico.
Silvio Berlusconi, presentazione di Libertiamo, “polarità  liberista e libertaria all’interno del PDL”

b.
Al contrario, proporre soluzione dirigistiche, che mirino a coordinare l’incoordinabile per mano di una burocrazia fiduciaria, rischia solo di far sprecare risorse pubbliche e di generare false aspettative nella cittadinanza. Insomma, quello che desideriamo che si comprenda è che, in un contesto globalizzato, volenti o nolenti, occorre essere in grado di competere in una scala sempre maggiore.
Giovani Democratici

E di qua, di nuovo tradotto in originale:

Dobbiamo contrastare il calo di competitività del sistema economico mettendo l’insieme del Paese che lavora e produce al passo con quelle splendide imprese italiane che si sono ristrutturate in questi anni, che hanno affrontato le sfide competitive della globalizzazione e della liberalizzazione dei mercati con animo intrepido e con successo, con inventiva, con amore per il lavoro ben fatto.
Dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che in passato hanno tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale e dirigista che non ha fiducia nella libertà e nell’autonomia della società.
Silvio Berlusconi
, discorso alla Camera dei Deputati

c.
Per fare ciò occorre una classe dirigente internazionalizzata, che sia intraprendente, che sia brillante nella scienza informatica. Sono le 3 “I”, (internazionalizzazione, intraprendenza, informatica), che mancano da molto tempo alla nostra classe dirigente, sempre più ancorata al passato e ad una ideologia superata e obsoleta.
Giovani Democratici

Ottima, questa cosa delle tre I. Nuova di zecca, nevvero?
Badate che se la Moratti ha registrato il marchio e se ne accorge vi tocca pagare dei bei quattrini. Ah, già, ma c’è il punto a., tanto ci pensa il mercato.


Chiusura.
Ora, qui bisogna chiarire, perché ci son dubbi che tolgono il sonno. Posto che tre quarti del documento sono incomprensibili; posto che abbiamo citato, per amore degli avventori, solo le parti meno criptiche; insomma, poste tutte queste cose, vorremmo mettervi a parte di alcune conclusioni (talvolta, ahinoi, interrogative) cui siamo venuti a capo

1. la cosiddetta  “associazione giovani democratici” è in realtà acronimo per “Sezione Senese dei Chicago Boys” conosciuta anche come “Fedelissimi del neoliberismo”. La sigla non torna, ma ammetterete che le prove sono tutte a favore di questa ipotesi.

2. la suddetta Sezione deve aver deciso, per ragioni a noi ignote, di abbandonare l’italiano in favore del burocratese. Forse, pensiamo, per ragioni di sicurezza. Un po’ come facevano i carbonari, quando dicevano “vendite” e “baracche” per dire circoli e squadre d’azione. Segno che, tutto sommato, questi presunti ragazzi restano dei romantici.

3. Parlando di anagrafe.  La suddetta Sezione, erroneamente ritenuta associazione di giovani, è in realtà costituita da vecchi arnesi del tutto estranei all’ultima rivoluzione tecnologica. Perché è chiaro che nessuno sotto i 35 anni userebbe l’espressione “brillante nella scienza informatica”. Un po’ come dire “maestri nella conduzione di autovetture”, roba d’altri tempi insomma.

4. La suddetta Sezione ha, temiamo, un Piano. Subentrare, forte del proprio equivoco nome, nella roccaforte democratica e conquistarne le posizioni di potere. Per poi, si capisce, consegnare il bottino al nano di Arcore.

5. Non sappiamo cosa ne pensiate, ma, per quanto ci riguarda, sostituire  “un’ideologia superata e obsoleta” con l’intrapredenza e l’informatica ci sembra un’idea geniale.

Poscritto.
(dal Corriere di Siena, 14/8/2009)

“Vengano con noi nel Pdl”

“Alla luce di quanto dichiarato dai Giovani democratici e dalle critiche che muovono verso i comportamenti, la linea, le idee e i programmi del loro partito, invito i giovani stessi, se non ad aderire alle comuni prospettive del Popolo della Libertà, a guardare almeno con favore l’operato di altre forze politiche in grado di rispondere molto più efficacemente del Partito Democratico alle problematiche evidenziate”.

Pietro Staderini, PDL Siena

E il Bar Necchi, senz’altro, sottoscrive all’unanimità.

Fratelli, ci siamo.

Agosto 10, 2009 di necchi

pope_hj

«I lager nazisti, come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra quando l’uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce [...] ci sono filosofie e ideologie che esaltano la libertà quale unico principio dell’uomo, in alternativa a Dio, e in tal modo trasformano l’uomo in un dio, che fa dell’arbitrarietà il proprio sistema di comportamento».

Benedetto XVI, 9 agosto, 2009

Anche oggi l’anziano ma iroso Papa [si veda, al proposito, l'eloquente filmatino che ne dimostra tutto l'astio] non ha mancato d’illustrare i principî della sua ideologia faziosa, oscurantista e reazionaria. Lo ha fatto, come sempre, con un discorso senza capo né coda, infarcito di luoghi comuni religiosi inconsistenti e banali. Ma il concetto è stato chiaro: chi pensa con la sua testa, chi rifiuta il Magistero ecclesiastico, non è soltanto fuori dalla Salvezza e dalla Grazia, ma appartiene a quel mondo mostruoso che ha generato i Lager. La libertà di pensare, la libertà di scegliere cosa è buono per noi stessi o per i nostri figli, diventa d’improvviso un tutt’uno con le peggiori nequizie dei peggiori assassini. È davvero buono, questo Pontefice, vuole il nostro Bene, quest’uomo che fa le mossettine, veste scarpine scarlatte e che ce l’ha coi finocchi.

Federico Maria Sardelli (su www.donzauker.it)

leggi il resto qui

p.s. No, dico, ma il pastore tedesco che da nel proto-nazista a Voltaire, vi sembra cosa da poco? Se non altro è segno che l’apocalisse è vicina. Quistione di giorni, ormai.