
Il movimento del Viva Maria sorse ad Arezzo nel 1799, come risposta all’invasione di Napoleone. I suoi membri erano fanatici sanfedisti, oltranzisti cattolici che avevano in odio tutto quel che puzzava di illuminismo, di idee liberali, di Francia e di ogni possibile commistione tra questi elementi.
La città di Siena, suo malgrado, non rimase estranea al fenomeno. Quando i Viva Maria vi giunsero, saccheggiarono il ghetto ebraico, uccisero selvaggiamente tredici ebrei e ne bruciarono i cadaveri in Piazza del Campo, assieme ai resti dell’Albero della Libertà.
E giustamente, memore di questi episodi di sana vitalità cattolica, don Stefano Bimbi, prete di Staggia, deve essersi detto: “perché non dedicargli un premio?”
Già. Perchè no? Ed ecco uscire dal cilindro il premio “Viva Maria!” destinato “ad un cattolico, fiero di essere tale, che si sia particolarmente distinto nella difesa della fede cattolica con la parola o con l’esempio”.
Ora, va da sé, Stefano Bimbi deve aver poco a che spartire con Voltaire e compagnia illuminista, men che meno con i principi liberali e laici della nostra modernità (tra cui crediamo potervi inserire anche quella diavoleria del motore a scoppio). Ma siccome noi, cui sicuramente toccherà l’inferno (e nel mondo dei vivi la compassione), simpatizziamo invece per il liberalismo, abbiamo ritenuto giusto dare spazio anche alle posizioni altrui.
Qui sotto, dunque, una breve antologia del pensiero bimbesco. Son prese dal suo sito personale, ce n’è per tutti i gusti:
Costituzione Italiana:
L’articolo 1 della Costituzione suonerebbe meglio così: L’Italia è una monarchia fondata sulla famiglia. La sovranità appartiene a Cristo Re. I legittimi governanti la esercitano nelle forme e nei limiti del diritto naturale di cui è interprete la Chiesa Cattolica
Gravidanze: (precetti alla donna)
Non ti far prendere dalla tua ansia perché i medici pare che abbiano il compito di farla venire anche a chi non ce l’ha. Tutti gli esami che ti proporranno (eccetto due o tre ecografie al massimo) sono inutili e/o dannosi. Se vuoi se ne riparla, ma questo è un punto fondamentale.
Peccato (Lussuria, atto I)
[...] per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia…
Peccato (Lussuria, atto II)
Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze.
Insomma, si può non condividerle, ma certo bisogna riconoscere che son posizioni equilibrate. E appunto parlando di deviazioni e stravaganze, torniamo al premio. Siccome siamo solo al principio del cammino, si vede che i promotori volevano fare un inizio col botto.
Sarà per questo che hanno premiato – niente meno – Claudia Koll.
Sì, Lei. In persona. Quanto alla motivazione, siete serviti:
“A Claudia Koll, attrice cinematografica e teatrale, perché come i Viva Maria! dell’insorgenza toscana, con la parola e con le opere, offre generosa testimonianza del lavoro da fare per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime”.
E qui, in effetti, la cattiveria giacobina lascia il posto alla concordia. Ci scopriamo, tutt’insieme, uniti in un sentimento di approvazione per la scelta del comitato promotore.
Via, siamo con voi. Sì perché della generosa testimonianza di Claudia Koll ce ne ricordiamo tutti, e certo crediamo che abbia contribuito molto, in parola e opere, alla nostra gloria - terrena e momentanea, certo, ma tant’è. E se ha fatto bene a noi, non può esser spiaciuto al Padreterno.
Per cui ci sembra giusto abiurare quanto abbiam detto finora, per unirci senz’altro alle Legioni della Nuova Cristianità Militante, sez. Claudia.
E mossi da quest’impeto di ritrovata armonia ci spingiamo, con l’irruenza dei neofiti, a bandire un concorso.

Quel che proponiamo è un cambio di nome. Badate bene, non perché Viva Maria ci dispiaccia: come possiamo non guardare con favore a un nome che ci ricorda scorrerie, progrom, antisemitismo, stragi e devastazioni compiuti in nome della fede? Saremmo dei folli.
Però però. Gli è che siamo assolutamente d’accordo con i propositi del manifesto d’istituzione del premio: “come ai tempi di Napoleone, è in atto un attacco alla fede cattolica. Ora come allora c’è bisogno che ci sia un forte movimento di popolo di reazione che difenda la Chiesa da questi attacchi.”
Per cui crediamo che il Viva Maria, lungi dall’esser sconfessato, non basti più. Sì, proprio così. Proponiamo una specie di Bolognina (scusate il termine) sanfedista: cambiamo nome, ma per dare più forza ai nostri ideali. Come diceva Occhetto: Il futuro ha radici antiche.
E dunque mettiamo in campo alcune nostre piccole proposte in merito. Certi che il vasto universo dell’intransigenza cattolica saprà farne tesoro, scegliendo quella che più gli si addice.
Ecco, si diceva, i nomi:
1) Premio Tomás de Torquemada
Motivazione: 100.000 processi e 2000 condanne a morte per ebrei, mussulmani, streghe e altro genere di feccia durante l’Inquisizione. Avercene oggi, mica pizza e fichi.
2) Premio Joseph Goebbels
Motivazione: qui si gioca facile: praticamente aveva le stesse opinioni dei Vivamaria riguardo a questione ebraica e liberalismo
3) Premio Jean-Bédel Bokassa (o Bokassa I, leader dell’Impero Centrafricano)
Motivazione: sì, va bene: è stato accusato di alto tradimento, assassinio, cannibalismo e appropriazione indebita. Ma lui dice che era lì per compiere una nuova evangelizzazione del continente africano. Vi sembra poco, in un continente di mangiabanane con l’anello al naso?
Allora. amici, fratelli e sodali: esprimete il vostro voto.
Noi vi aspettiamo all’uscio. E nel frattempo, allegramente, ci flagelliamo.




